La tecnologia può diventare una preziosa alleata nella vita delle persone anziane. Uno smartphone per telefonare ai figli, una videochiamata con i nipoti, un tablet per leggere il giornale o un computer per accedere ai servizi online: strumenti che, se utilizzati con semplicità e consapevolezza, possono favorire l’autonomia, le relazioni e la partecipazione alla vita quotidiana.
Eppure, quando un genitore inizia a dimenticare come si apre un’applicazione o si sente in difficoltà davanti allo schermo del telefono, spesso la famiglia non sa come aiutarlo. La soluzione non è fare tutto al suo posto, ma accompagnarlo nella scoperta delle possibilità offerte dal digitale, rispettando i suoi tempi e le sue abitudini.
Anziani e tecnologia: un rapporto in continua evoluzione
L’uso di Internet tra le persone anziane è in crescita. Secondo i dati ISTAT relativi al 2025, il 72,5% delle persone tra i 65 e i 74 anni ha utilizzato Internet nei tre mesi precedenti l’indagine, rispetto al 68,1% del 2024. Tra le persone di 75 anni e più, la percentuale è salita dal 31,4% al 35,7%.
Questi dati mostrano che la trasformazione digitale riguarda anche la terza età, pur con differenze importanti legate all’età e alle competenze individuali.
La tecnologia, tuttavia, non deve essere considerata un obbligo. Ogni persona ha interessi, capacità e necessità differenti: c’è chi desidera imparare a utilizzare WhatsApp, chi vuole fare videochiamate e chi preferisce continuare a usare il telefono tradizionale.
L’obiettivo non è diventare esperti di informatica, ma poter utilizzare gli strumenti che rendono la vita più semplice.
Smartphone per anziani: quali sono le funzioni più utili?
Lo smartphone può essere molto più di un semplice telefono. Con una configurazione adeguata, può diventare uno strumento pratico per comunicare, organizzare le giornate e chiedere aiuto quando necessario.
Ecco alcune funzioni particolarmente utili:
- Chiamate rapide: permettono di contattare figli, familiari o persone di fiducia senza dover cercare ogni volta un numero in rubrica.
- WhatsApp: consente di inviare messaggi vocali, ricevere fotografie e condividere informazioni con i propri cari.
- Videochiamate: permettono di vedere figli e nipoti anche quando vivono lontano.
- Promemoria e calendario: possono aiutare a ricordare appuntamenti, commissioni e impegni quotidiani.
- Caratteri ingranditi: rendono più leggibili messaggi, contatti e schermate.
- Contatti di emergenza: consentono di individuare rapidamente le persone da chiamare in caso di necessità.
Per scegliere uno smartphone per una persona anziana non bisogna guardare soltanto al prezzo o al numero di funzioni disponibili. È più importante valutare la facilità d’uso, la leggibilità dello schermo, il volume della suoneria e la comodità dei comandi.
Un telefono semplice, personalizzato sulle esigenze della persona, può essere molto più utile di un dispositivo sofisticato che non si riesce a utilizzare con serenità.
Tablet e computer: nuove opportunità per restare attivi
Anche tablet e computer possono offrire opportunità interessanti alle persone anziane.
Il tablet, grazie allo schermo più grande rispetto a quello di uno smartphone, può risultare comodo per leggere notizie, guardare fotografie, partecipare a videochiamate e consultare contenuti di interesse personale.
Il computer può invece essere utile per leggere documenti, scrivere e-mail, consultare informazioni, accedere ai servizi della Pubblica Amministrazione e, quando necessario, gestire alcune pratiche online con il supporto di una persona fidata.
La tecnologia può inoltre stimolare la curiosità: ascoltare musica, seguire un corso, visitare virtualmente un museo o coltivare un hobby sono attività che possono arricchire la giornata.
Naturalmente, l’utilizzo di questi strumenti deve essere adeguato alle capacità visive, motorie e cognitive della persona. Quando uno schermo provoca affaticamento o confusione, è opportuno semplificare l’esperienza e fare pause regolari.
Come insegnare a un anziano a usare lo smartphone senza creare frustrazione
Uno degli errori più comuni è pensare che basti mostrare una funzione una volta perché venga ricordata. Per chi non ha familiarità con la tecnologia, anche un’operazione apparentemente semplice può richiedere tempo e ripetizione.
Per aiutare un genitore o un familiare anziano, è utile seguire alcuni accorgimenti.
1. Iniziare da una sola funzione
Meglio imparare prima a rispondere a una chiamata, poi a effettuare una telefonata e soltanto in seguito a utilizzare WhatsApp o altre applicazioni.
2. Utilizzare parole semplici
Le spiegazioni devono essere chiare, senza termini tecnici inutili. Mostrare concretamente dove toccare lo schermo è spesso più efficace di una lunga spiegazione.
3. Ripetere senza sostituirsi alla persona
È importante lasciare che sia l’anziano a eseguire personalmente i passaggi. Anche quando impiega più tempo, provare in autonomia favorisce la familiarità con lo strumento.
4. Rendere lo schermo più intuitivo
Ingrandire i caratteri, aumentare il volume, ridurre le notifiche e posizionare le applicazioni più utilizzate nella schermata principale può rendere l’esperienza meno complicata.
5. Non trasformare l’apprendimento in un obbligo
Se la persona è stanca o non ha voglia di imparare, è meglio riprovare in un altro momento. La tecnologia deve essere un aiuto, non una fonte di ansia.
Anziani e truffe online: come utilizzare Internet in sicurezza
Accanto ai vantaggi, esistono rischi che non devono essere sottovalutati. Messaggi fraudolenti, false richieste di denaro, link ingannevoli e tentativi di sottrarre password o codici possono colpire chiunque, non soltanto le persone anziane.
Per utilizzare smartphone, tablet e computer in modo più sicuro è importante ricordare alcune regole:
- Non comunicare a nessuno password, PIN e codici di verifica ricevuti tramite SMS.
- Non cliccare automaticamente sui link contenuti in messaggi inattesi, anche se sembrano provenire da una banca, dalle Poste o da un familiare.
- In caso di una richiesta urgente di denaro, verificare l’identità della persona chiamandola direttamente a un numero già conosciuto.
- Non installare applicazioni su richiesta di sconosciuti che si presentano come operatori tecnici.
- Mantenere aggiornati il dispositivo e le applicazioni.
- Chiedere aiuto a una persona fidata prima di effettuare pagamenti o condividere dati personali quando qualcosa sembra insolito.
La sicurezza digitale si costruisce attraverso informazioni chiare e abitudini corrette. Non serve spaventare una persona anziana o impedirle di utilizzare Internet: è preferibile aiutarla a riconoscere i rischi e ad affrontarli con maggiore consapevolezza.
La tecnologia può contrastare la solitudine degli anziani?
Una videochiamata, una fotografia ricevuta dai nipoti o un messaggio scambiato con un amico possono avere un significato importante nella giornata di una persona anziana.
La tecnologia offre la possibilità di mantenere i contatti anche quando le distanze, gli impegni lavorativi o le difficoltà negli spostamenti rendono meno frequenti gli incontri.
Non bisogna però confondere la connessione digitale con la presenza reale. Una videochiamata può avvicinare le persone, ma non sostituisce una passeggiata insieme, una conversazione a tavola o il calore di una visita.
Il digitale dovrebbe essere un ponte verso le relazioni, non un’alternativa alla relazione umana.
Per questo è importante incoraggiare un utilizzo equilibrato dei dispositivi, che lasci spazio alle attività quotidiane, al movimento, agli interessi personali e agli incontri con familiari e amici.
Il ruolo della badante nell’utilizzo della tecnologia
Nell’assistenza domiciliare, anche piccoli gesti possono favorire la partecipazione della persona anziana alla vita quotidiana.
Quando rientra nelle mansioni concordate e nelle capacità della persona, la badante può, ad esempio, aiutarla a trovare il contatto di un familiare, predisporre il telefono per una videochiamata o ricordarle come utilizzare una funzione semplice già appresa.
Queste attività non devono essere considerate automaticamente comprese in qualsiasi servizio: è importante concordare con la famiglia quali siano le necessità e le modalità di supporto.
La badante non sostituisce i familiari nella gestione delle questioni personali e finanziarie, né deve essere considerata una professionista informatica. Può tuttavia contribuire, nell’ambito del proprio ruolo, a creare un ambiente in cui l’anziano si senta accompagnato e incoraggiato a mantenere le proprie capacità.
La tecnologia può essere anche uno spunto per conversare, condividere ricordi, guardare vecchie fotografie o ascoltare insieme la musica preferita.
Assistenza agli anziani: autonomia significa anche poter scegliere
Ogni persona anziana ha una storia, abitudini e preferenze che meritano rispetto. Alcune desiderano imparare a usare tutti gli strumenti digitali disponibili; altre preferiscono soltanto poter rispondere a una chiamata o vedere il volto dei propri familiari sullo schermo.
Non esiste un unico modo corretto di invecchiare e non esiste un unico modo di avvicinarsi alla tecnologia.
Per le famiglie, la sfida è trovare un equilibrio tra sicurezza e libertà, tra supporto e autonomia. Aiutare non significa decidere sempre al posto dell’altra persona, ma offrirle gli strumenti per continuare a scegliere e partecipare, secondo le proprie possibilità.
Badaitalia crede in un’assistenza domiciliare attenta alla persona, ai suoi bisogni e alla sua individualità. Perché prendersi cura di qualcuno significa anche valorizzare ciò che sa ancora fare, accompagnarlo nelle difficoltà e aiutarlo a mantenere il proprio spazio di autonomia.
La tecnologia può essere una risorsa preziosa. Ma è sempre la relazione umana a darle il suo significato più importante.

